PERCHE' UN "BLOG"


Questo blog è un piccolo sito web, da noi gestito, in cui pubblicheremo più o meno periodicamente, come in una sorta di diario online, i nostri pensieri, opinioni, riflessioni, considerazioni ed altro.

Il solo scopo è di poter creare un ambiente all'interno del quale trovare indicazioni e prodotti che appartengono alle vecchie abitudini e usanze contadine.

E' un modo per riappropriarci delle nostre meravigliose campagne purtroppo sempre meno abitate e amate.

Grazie fin d'ora a tutti quelli che vorranno dedicare un pò del loro tempo al nostro blog.


martedì 17 gennaio 2012

"APIRAGAZZI" - A scuola con le api!

Offriamo una proposta formativa di educazione ambientale per le scuole utilizzando l'apicoltura come strumento didattico.
Ogni singolo intervento è della durata di circa 3 ore , ed è suddiviso in due parti:


- una lezione sull'organizzazione dell'alveare e sul ruolo fondamentale dell'ape ("Se un giorno le api dovessero scomparire, all'uomo resterebbero soltanto quattro anni di vita." )
- una lezione sulla produzione del miele nel pieno rispetto della natura  ("Bastano due minuti: un'ape beve le gocce d’acqua essudate da piante di mais trattate con i nuovi potenti insetticidi neonicotinoidi, e nel giro di soli due minuti cade a terra morta." )

Gli interventi rivolti alla scuola materna sono semplici, non nozionistici ma chia­ri e precisi, in modo da fornire nuovi elementi di conoscenza tramite l'utilizzo di divertenti dimostrazioni  pratiche, volte a sfruttare la naturale predisposizione dei bambini al gioco ed alla partecipazione.

Per lo svolgimento degli interventi verranno utilizzati i supporti didattici adeguati alle spiegazioni ed alle dimostrazioni pratiche.

Al termine dell'intervento ad ogni bambino verranno consegnati materiali inerenti alle nozioni trattate e/o che siano stati realizzati durante le dimostrazioni pratiche.

CONTATTATECI!

venerdì 16 dicembre 2011

"La costruzione di un'arnia razionale"


La prima fase del progetto, è la lavorazione del legname, a tale scopo per economicità e praticità si utilizzeranno delle tavole di abete dallo spessore di circa 3cm, piallandole esso arriverà a circa 2,6cm, ovviamente si cercherà di lisciarle anche lungo i bordi così da sovrapporle senza problemi.
La seconda fase del progetto sta nel tagliare e sagomare le singole parti (prendere spunto dal progetto, le misure indicate sono da riferirsi interne) particolare attenzione si deve prestare nel sagomare i 2 lati dovre andranno i distanziatori di metallo, lo scalino verrà fatto a circa 1cm a partir dall'interno, seguendo le misure del disegno, per agevolare la costruzione ed evitare errori grossolani è opportuno servirsi di un telaino e dei rispettivi distanziatori, infatti, essendo entrambi a misure standard ed utilizzandoli come "metro" i margini di errore saranno minimi.
Le misure del disegno sono da intendersi per un'arnia a 10 telaini e non contemplano la lunghezza laterale, essa infatti, dipenderà se si sceglierà la costruzione con o senza portichetto, in una delle mie costruzioni, io ho optato anche per il fondo antivarroa semplicemente facendo delle guide al fondo e realizzando quest'ultimo invece che con tavole in rete metallica dalla misura idonea.
L'assemblaggio sei singoli pezzi non è difficile la loro misura sarà tale che essi incastreranno gli uni a gli altri, l'unica difficolta potrebbe sopravvenire per quanto riguarda il raggiungimento dell'altezza (32cm), se si utilizzeranno, infatti, normali tavole la cui larghezza è in media di 10-12cm bisognerà unirle con una listella o due esteriormente, avendo l'accortezza di lasciarle il più basso possibile (potrebbero essere di ostacolo al coperchio di lamiera).
Dopo l'assemblaggio, si provvederà alla verniciatura, quest'ultima verrà fatta solo esternamente e utilizzando vernici ed impregnanti idonei.
L'ultima parte del lavoro prevede il montaggio delle parti metalliche (queste vengono vendute singolarmente), del coperchio e del coprifavo.
Tra i tanti accorgimenti: sarà utile usare della colla vinilica per unire le parti, e l'uso delle viti (preferiti ai chiodi) per assemblarle. Può essere che alla fine il lavoro risulti più oneroso dell'acquisto, rimarrà comunque la soddisfazione di aver creato tutto da se.

mercoledì 30 novembre 2011

SELENITI: "LE ROCCE DI LUNA"

La vena del gesso, che attraversa quasi tutta la nostra Regione, risultando particolarmente evidente nella zona carsica che costituisce il cuore del parco dei Gessi Bolognesi, emerge nuovamente e con particolare imponenza in Romagna, tra Brisighella, la Valle del Santerno e la Valle del Sillaro, a cavallo tra le province di Bologna e Ravenna.
Dal sito ''Parchi in Rete'' della Regione Emilia-Romagna le informazioni dettagliate su questa area protetta di nuova istituzione, sorta per tutelare e valorizzare l'affioramento della Vena del Gesso


PROGRAMMA PER IL SISTEMA REGIONALE AREE PROTETTE E SITI RETE NATURA 2000 - ELAB. TECNICO N.2 - VALUTAZIONE PROPOSTE AAPP

12) Tutelare l'alta valle del Santerno e migliorare la connettività esistente tra i siti e le
Aree protette della parte medio-appenninica: SIC IT4050011 - Media valle del
Sillaro, SIC IT4050015 - La Martina, Monte Gurlano con il Parco regionale Vena del
Gesso Romagnola, il Parco regionale dei Gessi Bolognesi e Calanchi
dell’Abbadessa, l’omonimo SIC IT4050001 ed il SIC/ZPS IT4050012 - Contrafforte
Bologna - Pliocenico e quindi l’omonima Riserva

"UOMINI E LUPI": una convivenza possibile

"Vecchi conflitti e nuovi elementi di tensione nella gestione del rapporto uomo-lupo nell'Appennino Tosco Emiliano"
Un sistema organico di monitoraggio su larga scala rappresentava una priorità identificata anche dal Piano d'azione nazionale per la conservazione del Lupo. D'altronde per affrontare le principali problematiche legate alla presenza di questo predatore è necessario avere informazioni adeguate e affidabili sulla sua presenza intesa come: occupazione spaziale, consistenza numerica, composizione dei branchi locali, nonché un confronto sui dati raccolti in aree geografiche differenti o in periodi diversi.
Per anni abbiamo concentrato i nostri sforzi, ma la percezione che abbiamo è che si vada verso un nuovo fronte di conflitto. La presenza del lupo e di ibridi in aree a forte antropizzazione (fascia collinare) e il successo della "pastorizia di ritorno" (praticata generalmente da persone provenienti da esperienze diverse richiamata in Appennino da scelta di vita più vicino ai ritmi della natura, ma spesso impreparate ad affrontare questi problemi) spinge a porre una fin troppo facile enfasi sulla pericolosità di questi predatori. Si ritiene inve ce che la convivenza sia possibile con una mediata attività di pianificazione e controllo.

venerdì 25 novembre 2011

NOMADISMO APISTICO

Gli apicoltori che praticano nomadismo nel territorio della Regione Emilia Romagna, se si recano in postazioni non censite presso le AUSL di competenza, devono darne comunicazione scritta al Presidente della Provincia di destinazione entro il mese di febbraio di ogni anno (come previsto dalla Legge Regionale n. 35 del 25 agosto 1988 art. 9 e dal Regolamento Regionale n. 18 del 5 aprile 1995) .
Per i territori della provincia di Bologna, la comunicazione deve essere fatta utilizzando il modulo appositamente predisposto e inviata:

Al Presidente della Provincia di Bologna
Assessorato Agricoltura
Commissione Provinciale Apistica
Viale Silvani, 6
40122 Bologna

Nella comunicazione devono essere indicati, come previsto dal modulo:
  • la sede dell'apiario o degli apiari da spostare
  • il numero presunto degli alveari interessati allo spostamento
  • la presumibile data di trasferimento
  • il luogo di destinazione
  • la presunta durata di permanenza nell'area di destinazione
  • il tipo di fioritura del pascolo di cui si vuole beneficiare
In via del tutto eccezionale e per motivate esigenze di sfruttamento di determinati pascoli,ovvero quando si renda necessario ed urgente il trasferimento dell'apiario in nuove postazioni, è consentito lo spostamento degli alveari, senza la prevista segnalazione, fermo restando l'obbligo di comunicazione al Sindaco del Comune di arrivo entro 48 ore, ai sensi del comma 2, dell'art. 8 della Legge Regionale n. 35 del 1988.
Lo spostamento di alveari da una postazione censita ad un'altra censita non richiede alcuna segnalazione.

Qualora gli spostamenti avvengano da zone contaminate dal patogeno Erwinia amylovora (Colpo di fuoco batterico) a zone ufficialmente indenni, è necessario attenersi alle disposizioni emanate annualmente dal Servizio Fitosanitario Regionale con apposito atto.

La Commissione Apistica Provinciale esamina le richieste ricevute, sulla base dei dati del censimento apistico e delle prescrizioni del Servizio Fitosanitario Regionale, e invia ai nomadisti entro il 31 marzo una comunicazione in merito alle postazioni ammesse. In mancanza di comunicazione entro questa data, lo spostamento si ritiene autorizzato.

Gli apicoltori, quando spostano gli alveari per nomadismo o per la costituzione di nuovi apiari, devono rispettare le seguenti distanze minime dagli altri apiari, calcolandole dal centro dei singoli apiari:
  • m. 100 di raggio se gli apiari sono formati da 1 a 10 alveari
  • m. 150 di raggio se gli apiari sono formati da 11 a 20 alveari
  • m. 250 di raggio se gli apiari sono formati da 21 a 30 alveari
  • m. 500 di raggio se gli apiari sono formati da 31 o più alveari
Il diritto di priorità nello sfruttamento del pascolo spetta al richiedente che non abbia apportato modifiche al suo programma di nomadismo.

martedì 22 novembre 2011

"APIABILI" QUANDO UNA PASSIONE DIVENTA IMPEGNO SOCIALE

L'apicoltura per promuovere l'integrazione dei disabili e avvicinare i bambini al tema della diversità: è l'idea del progetto Apiabili, grazie al quale alcuni ospiti di un centro diurno hanno frequentato un corso per imparare a gestire un apiario e poter guidare, poi, le visite scolastiche al centro.
Il progetto, promosso dall'Ispra (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), si propone un duplice obiettivo: da un lato favorire l'integrazione sociale delle persone con disabilità e il loro inserimento lavorativo, dall'altro abbattere i tanti pregiudizi sulla diversità, cominciando proprio dall'educazione dei più piccoli.
Le persone che l'hanno frequentato – adulti dai venti ai quarantacinque anni con varie forme di disabilità medio-lievi – hanno appreso nozioni e tecniche sull'apicoltura, imparando a gestire l'apiario didattico dell'associazione. Peculiarità del corso è la didattica circolare. «Le lezioni hanno previsto l'alternanza di attività pratiche e contenuti teorici, sempre aperti ai contributi dei ragazzi e accompagnati da momenti ludici».
I primi a intraprendere questo "viaggio" nel mondo dell'apicoltura sotto la guida degli ospiti del centro sono stati quaranta bambini di una scuola primaria. «I ragazzi che insegneranno agli studenti quanto appreso durante il corso hanno ricevuto una preparazione ad hoc in vista delle lezioni e dei laboratori didattici rivolti ai bambini, mentre nelle scuole sono stati distribuiti kit e altri materiali didattici per avvicinare docenti e alunni a questa esperienza».
Speriamo si possano continuare a promuovere queste iniziative!!

venerdì 11 novembre 2011

AGRIASILO - "L'ORTO SCOLASTICO"

Fin dall’inizio ci siamo resi conto che i bambini si aspettavano di mangiare quello che avevano coltivato durante l’anno. Anche se si trattava della stessa insalata che a casa non avrebbero mai toccato. Il fatto di aver custodito la piantina, di averla innaffiata e vista crescere provoca un enorme senso di motivazione, curiosità e anche appartenenza che la fa preferire a tutto il resto ”.
L’esperienza degli orti scolastici è un progetto nato nell’alveo delle attività di Slow Food sei anni fa e cresciuto in fretta, anche nelle avversità economiche e strutturali in cui vive la scuola. “Nel nostro caso  si è trattato di fare un uso alternativo di un pezzetto di giardino. Ora è diventato un luogo in cui far crescere delle nuove coscienze.
A differenza di come spesso si pensa, i bambini non sono naturalmente portati a rifiutare certi sapori amarognoli o aspri come quelli delle verdure. Spesso questo accade solo per pigrizia del palato. Di fronte a un pomodoro coltivato nell’orto della scuola e a uno preso dalla confezione incellofanata del supermercato, i bambini sanno riconoscere la differenza di sapore e facilmente si affezionano al primo, percepito come più gustoso. “A quel punto è elevatissimo il livello di contagio che i bambini possono generare nei confronti della famiglia e spesso un corto circuito virtuoso di questo genere aiuta a portare avanti una piccola comunità a sua volta più consapevole .”