PERCHE' UN "BLOG"


Questo blog è un piccolo sito web, da noi gestito, in cui pubblicheremo più o meno periodicamente, come in una sorta di diario online, i nostri pensieri, opinioni, riflessioni, considerazioni ed altro.

Il solo scopo è di poter creare un ambiente all'interno del quale trovare indicazioni e prodotti che appartengono alle vecchie abitudini e usanze contadine.

E' un modo per riappropriarci delle nostre meravigliose campagne purtroppo sempre meno abitate e amate.

Grazie fin d'ora a tutti quelli che vorranno dedicare un pò del loro tempo al nostro blog.


martedì 24 settembre 2013

"SYNGENTA E BAYER MINACCIANO L'EUROPA"

  

A maggio di quest'anno, la Commissione Europea ha sospeso per due anni diversi utilizzi di neonicotinoidi – thiametoxam, imidacloprid e clothiniadin – e dell''insetticida fipronil, per i rischi di tossicità acuta per le api, accertati dall'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA).

In soli 2 anni, sempre più numerosi studi scientifici, e indagini d'insieme sulla documentazione scientifica, inchiodano gli insetticidi sistemici: sono causa e concausa della crisi delle api! Gli studi più recenti si cumulano alle già notevoli prove scientifiche e fenomeni di campo evidenziatisi negli anni precedenti.

I due colossi agrochimici - Syngenta, produttrice del thiametoxam, e Bayer, produttrice di imidacloprid e clothianidin - hanno ora fatto ricorso alla Corte Europea di Giustizia contro la decisione dell'Unione Europea.

"PRODUZIONE ESTIVA 2013 - E' TEMPO DI BILANCI"

La produzione estiva si conferma migliore di quella primaverile ma sicuramente non soddisfacente: in generale le produzioni sono state medie o scarse, in linea con quelle dello stesso periodo nel 2012, che era stata una annata negativa. Queste le produzioni degne di nota del periodo:

CASTAGNO
Situazione insoddisfacente la produzione è stata di 4-5 kg/alveare

MELATA DI METCALFA
Buone produzioni per questo miele con medie attorno ai 15-20 kg/alveare e punte di 25 kg/alveare nelle zone migliori.

MILLEFIORI ESTIVI
Il raccolto ha dato buoni risultati, con medie di 20-25 kg/alveare e picchi anche maggiori, attorno ai 30 kg alveare negli apiari meglio esposti.

Mercato o meglio quello che dicono gli amici apicoltori.
Permane la situazione di fermo del mercato, soprattutto relativa alle grosse transazioni commerciali di rilievo, quasi del tutto assenti. E' sicuramente forte la preoccupazione per la scarsa produzione annuale, in particolar modo legata all'acacia. Per gli apicoltori più colpiti, infatti, il raccolto potrebbe essere anche del 50% inferiore a quello dell'anno precedente.
In questa situazione, pur nell'incertezza di un mercato che deve ancora registrare le sue attività  principali, è ormai un dato di fatto il generale rialzo dei prezzi rispetto al 2012, dovuto alla mancanza di prodotto, sia in termini quantitativi che qualitativi.

ALTRE INFORMAZIONI
La situazione sanitaria delle api permane buona. Le famiglie dimostrano un buono stato di salute anche se è diffusa la presenza di varroa in tutta Italia. Sono in corso o terminati da poco i trattamenti antivarroa: si attende  l'inverno per verificarne la bontà .

giovedì 18 luglio 2013

"LA MULTIFUNZIONALITA' DELL'AZIENDA AGRICOLA"



In Italia su 1.960.316 aziende agricole censite (dati ISTAT 2003) , sono presenti ben 674.851 aziende di piccolissima dimensione, aventi cioè fino ad 1 ettaro di dimensione. A molte di queste imprese agricole si pone dunque il problema di come integrare il reddito derivante dalle colture e dagli allevamenti. Una possibilità è certamente offerta dal part-time, ampiamente diffuso in Italia, ma oggi un’altra strada è percorribile e si chiama Multifunzionalità.
Essa comprende tutte quelle attività che conferiscono all’agricoltura nuove funzioni di tipo culturale, sociale e ricreativo, e che spaziano dall’agriturismo al Bed & breakfast, dalla vendita diretta alle attività di fattoria didattica. Tali funzioni consentono di integrare il reddito agricolo e restituiscono alla piccola azienda agraria la dignità che merita.
La fattoria didattica: l’agricoltura al servizio dell’educazione
La realtà delle fattorie didattiche è in continua crescita anche in Italia, così come il numero degli insegnanti che utilizzano questo straordinario laboratorio naturale per la piena riuscita delle loro finalità didattiche.


Le fattorie didattiche risultano prevalentemente distribuite nel nord Italia, e svolgono quasi sempre attività organizzate nell’ambito di programmi promossi da enti pubblici o consorzi agrituristici; si registra un aumento di aziende che, singolarmente, propongono le proprie attività alle scuole.
La fattoria didattica è un grande laboratorio all’aperto, dove è possibile abbinare l’apprendimento teorico a quello pratico, mettendo a confronto l’esperienza dell’agricoltore con la curiosità dei ragazzi. E’ di primaria importanza proporre ai giovani i principi di un consumo consapevole e in sintonia con l’ambiente, attraverso l’esperienza diretta del mondo circostante nella sua complessità. L’agricoltore con la ricchezza delle sue conoscenze tecniche specifiche, viene vissuto dai ragazzi come persona competente e affidabile, alla quale ci si può rivolgere con fiducia.
Sempre più scuole utilizzano la metafora dell’ambiente come percorso formativo, promuovendo attività di ricerca, scambio, turismo ecocompatible, e scegliendo mete e itinerari che facilitano la scoperta delle diverse culture insieme ad una nuova consapevolezza delle proprie radici. Tra le possibilità che si presentano alla scuola nell’instaurare utili rapporti di collaborazione con ciò che c’è intorno, per le potenzialità e le forti valenze educative che esprime, le fattorie didattiche assumono un ruolo crescente e significativo.


Le attività didattiche, a certe condizioni, sono un’opportunità economica in più per l’azienda apistica perché possono creare e incentivare altri servizi come la vendita diretta di tutta la gamma dei prodotti dell’alveare.

lunedì 24 giugno 2013

"RIVAROSSA IN FESTA"

La produzione dell'Apicoltura Rivarossa si allarga. Ecco un nuovo miracolo "Il miele di Ailanto". L'ailanto (Ailanthus Altissima della famiglia delle Simaroubacee) è stato importato nel XVIII secolo dall'Asia orientale (Cina e Corea del Nord), per un tentativo di allevamento del lepidottero Philosamia cynthia, originario dell'estremo Oriente per la produzione della seta. Viene anche chiamato l'albero che arriva al cielo o l'albero del Paradiso, per la grande altezza che può raggiungere nelle isole Molucche (oceano Indiano), luogo originario di questa pianta. Può essere considerato una pianta ornamentale, ma è anche molto temuto come infestante, tanto che in Svizzera, è stato inserito nella lista delle piante esotiche invasive dalla commissione per la conservazione delle piante selvatiche. Si inselvatichisce facilmente, in particolare nelle zone periurbane, bordi stradali, stazioni e linee ferroviarie, zone industriali, ruderi, muri, aiole, margini forestali, prati naturali, arrivando agli 80 metri di altezza. Può provocare danni sia alle costruzioni, sia agli ambienti naturali e alla vegetazione indigena, creando ombra e invadendo il suolo con le radici, da cui può ricacciare abbondantemente, mentre i semi alati possono volare sul lunghe distanze. Tollera la presenza di sale nel suolo, la siccità  e l'inquinamento atmosferico.
Fiorisce in giugno.
Si possono avere delle produzioni monofloreali in tutta Italia. Ogni anno di più il miele di ailanto influenza le caratteristiche di molti mieli millefiori estivi, e può anche alterare quelle di mieli come l'acacia (a cui è immediatamente successivo come fioritura) o il tiglio (contemporaneo).

Caratteristiche organolettiche: Colore ambra quando è liquido, ambra chiaro quando è cristallizzato, odore e aroma di media intensità , cristallizza spontaneamente pochi mesi dopo il raccolto.
Alcune parole o espressioni usate per descrivere l'odore: leggermente fruttato, di funghi freschi
Alcune parole o espressioni usate per descrivere il gusto/aroma: fruttato, di latte di fico,di uva moscata, di thè alla pesca (retrogusto).

Per il suo gusto decisamente fruttato e per la sua caratteristica avvolgente, il miele di ailanto si sposa molto bene con macedonie e gelati con la frutta o alla frutta, riuscendo ad armonizzare anche una varietà  di sapori diversi.

martedì 28 maggio 2013

"APICOLTURA URBANA"

L'apicoltura ha rappresentato, fin dai tempi più antichi, una grande risorsa per l'umanità ed è un settore professionale che ha subito una forte espansione negli ultimi anni; attualmente occupa una posizione di rilievo, sia per quanto riguarda la sola vendita dei prodotti apistici, sia per le produzioni agricole che discendono dall'importante lavoro che l'ape svolge per l'impollinazione delle colture agrarie. Non bisogna peraltro dimenticare il fondamentale ruolo dell'ape per l'impollinazione delle piante spontanee. Tale ruolo, benché non facilmente quantificabile dal punto di vista economico, è essenziale per il mantenimenti della biodiversità vegetale e degli equilibri ambientali. L'ape, oltre a svolgere un'azione diretta sull'ambiente, può essere impiegata efficacemente come indicatore biologico dello stato di inquinamento di una determinato territorio (Celli, 1994, Porrini, 2003). In Italia l'attività apistica è diffusa principalmente nelle zone agricole, mentre, in diverse parti del mondo, viene praticata anche in ambiente urbano. Sono davvero tanti i luoghi sorprendentemente dedicati a questa pratica: dai balconi di Londra alla cima dei grattacieli di New York. A Parigi, l'artista e apicoltore Oliver Darnè ha pensato di assecondare la sua passione per le api installando le arnie un po' in tutta la città e producendo il "miel Beton": ad ogni quartiere corrisponde un miele unico il cui sapore è legato all'ambiente circostante e al modo di vita degli abitanti.

Aspromiele è oggi capofila di un innovativo progetto di apicoltura urbana che coinvolge diverse realtà del settore con l'obiettivo di:

  • Salvaguardare le api, offrendo un ambiente diverso di nidificazione
  • Conservare la biodiversità vegetale (e animale) in città
  • Produrre mieli urbani
  • Collocare stazioni di monitoraggio ambinetale
  • Svolgere attività didattiche per diffondere le conoscenze apistiche
  • Offrire, anche se ovviamente limitate dagli esigui spazi disponibili, nuove opportunità di lavoro

lunedì 20 maggio 2013

"PERCHE' BIO"



Forse non tutti sanno che esiste il miele biologico, molti altri lo conoscono ma sono scettici, come si fà a fare miele biologico? Non si può certo controllare dove vanno le api… Queste le obiezioni più comuni.
Principali differenze tra miele biologico e miele convenzionale
Le api di solito bottinano nel raggio di 1 km dagli alveari, nel caso di metodo biologico, non vi devono essere nel raggio di 3 km dalla posizione degli alveari, discariche, strade ad alta percorrenza, impianti industriali, frutteti specializzati o colture estensive.
Altro importante elemento nella produzione di miele biologico sono i trattamenti; Il metodo biologico non consente trattamenti con antibiotici, antiparassitari e con qualsiasi altro prodotto che lasci residui nel miele o nella cera. La cera che viene introdotta nel nido, deve essere esente da residui. Essendo un conservante, tutti i trattamenti effettuati con prodotti chimici rimangono nella cera per decine di anni. Per questo motivo, la cera utilizzata in regime di agricoltura biologica deve essere certificata da analisi chimiche che ne garantiscano l’assenza da residui chimici. Il miele biologico, inoltre, non prevede la microfiltrazione, miscelazione nè pastorizzazione, pratica quest’ultima, che evita la cristallizzazione del miele che denatura tutti gli enzimi, vitamine, proteine e di conseguenza tutto ciò che di salutare ha il miele!

"UN MESE STUPENDO"

Maggio

Mese di raccolto dappertutto!
Fare attenzione al melario, prima che sia completamente pieno aggiungetene uno nuovo subito sopra il nido, cioé sotto quello messo per primo.
Appena opercolato smielate l’ottima robinia affinché non vi si aggiunga nettare di altri fiori.
I telaini non opercolati non vanno smielati, ma riuniti in uno o più melari e dati ancora in custodia a una o più famiglie forti, saranno smielati dopo l’opercolatura.
Controllare gli sciami e sostituire le regine vecchie o difettose. Nutrire con sciroppo se il tempo decorre cattivo.
Fiorisce l’acacia, il tamerice, il pitosporo, il cisto, il tarassaco, la lupinella, il timo, la facelia.
Si riparte!